Bonus ristrutturazione: arresti per truffa

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Sequestrati immobili e quote di società per la truffa legata ai bonus ristrutturazione

Bonus locazioni, bonus per ristrutturazioni con miglioramenti sismici ed energetici, bonus facciate: maxi truffa scoperta dalla Guardia di Finanza.

L’agevolazione fiscale c.d. “bonus ristrutturazione” si è trasformata in un’occasione per commettere il reato di truffa.

Tra gli arresti diversi professionisti e imprenditori.

Una organizzazione criminale avrebbe truffato lo Stato per 440 milioni di euro tramite società che incameravano e poi facevano sparire i “bonus ristrutturazione”.

Il sistema prevedeva il trasferimento dei bonus ristrutturazione a società preesistenti oppure mediante la creazione di società ad hoc.

I crediti, venivano poi inseriti in una rete di vendita o investiti in attività commerciali e immobiliari e trasferiti in paradisi fiscali.

Altri crediti sarebbero stati convertiti in cripto valute e lingotti d’oro.

Oltre agli arresti, sono stati sequestrati 71 immobili e quote di 116 società sfruttate per ottenere i crediti.

La provvisoria contestazione è associazione a delinquere finalizzata all’indebita ricezione di erogazioni a danno dello Stato.

E’ altresì contestato l’impiego di denaro, beni o utilità di provenienza illecita ed il riciclaggio.

Truffa o indebita percezione di erogazione ai danni dello Stato?

Gli arresti dei finti bonus ristrutturazione riguardano la truffa ex art. 640 bis c.p. (truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche).

Da uno studio più attento, si dovrebbe applicare l’articolo 316 ter c.p. (indebita percezione di erogazione a danni dello Stato).

L’articolo 316 ter c.p. recita: “[…] chiunque mediante l’utilizzo o la presentazione di dichiarazioni o di documenti falsi o attestanti cose non vere, ovvero mediante l’omissione di informazioni dovute, consegue […] contributi, finanziamenti, mutui agevolati o altre erogazioni dallo Stato, da enti pubblici o dalle Comunità europee è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni. []

Il Decreto Legislativo del 14 luglio del 2020, n. 73 ha aggiunto: “La pena è della reclusione da sei mesi a quattro anni se il fatto offende gli interessi finanziari dell’Unione europea e il danno o il profitto sono lsuperiori a euro 100.000”.

La truffa ai danni dello stato, dispone: “La pena è della reclusione da uno a sei anni se il fatto di cui all’articolo 640 riguarda contributi, finanziamenti, mutui agevolati ovvero altre erogazioni dello stesso tipo concessi da Stato o enti pubblici o delle Comunità europee.

Reato di truffa e indebita percezione di erogazione a danni dello Stato: l’inganno ed il raggiro

Nel caso di specie, gli arresti sono avvenuti nei confronti di imprenditori o prestanomi per truffa ai danni dello Stato al fine di ricevere indebiti Bonus.

La truffa, di cui all’art. 640 bis c.p., si caratterizza per ingiusto profitto con altrui danno mediante l’inganno della persona offesa, che ritiene di agire liberamente indotta in errore.

Occorrono: artifici (materialmente idonei a far percepire una realtà diversa da quella effettiva) o raggiri (argomentazioni che ottengono lo stesso risultato).

Tale condotta dovrà attivare una triplice catena di eventi:

  • in primo luogo, la causazione di un errore, come precisa la norma;
  • una disposizione di carattere patrimoniale da parte della vittima;
  • infine, simile disposizione patrimoniale dovrà causare l’ingiusto profitto con altrui danno.

Questo non avviene nel 316 ter c.p., in cui non vi è l’inganno, ma “l’erogazione di denaro su autocertificazione, non potendosi ravvisare alcun raggiro o artificio”.

Sono 35 gli arresti per truffa ed oltre 70 gli indagati, ma non si escludono approfondimenti su altre pratiche legate ai “bonus ristrutturazioni

Avv. Fabio Ambrosio, Dott. Paolo Guadalupi

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