Tragedia del Mottarone

Lo spettacolo del dolore

L’articolo 114 comma 2 c.p.p. vieta “la pubblicazione, anche parziale, degli atti non più coperti dal segreto fino a che non siano concluse le indagini preliminari”.

Il comunicato stampa del Procuratore della Repubblica di Verbania del 16 giugno scorso dimostra come i mass media riescano ad alterare nelle persone il senso stesso del funzionamento della Giustizia penale.

La Legge prevede precise norme che tutelano non solo chi è vittima di un reato, ma soprattutto chi è etichettato come colpevole, ancor prima di essere processato. 

La comunicazione è certamente un fattore di democrazia ed umanità poiché determina un legame tra le persone che possono così diffondere idee e concetti di vario genere.

Molte conoscenze oggi sono acquisite grazie ai mass media.

A volte, però, lo scopo della comunicazione diventa unicamente quello di convincere il pubblico, fare audience.

In questi casi, non si considerano più gli effetti o la fondatezza della notizia.

Le notizie subito diffuse dopo il tragico evento, avevano già soddisfatto l’interesse pubblico del diritto di cronaca.

Mandare in onda anche le terribili immagini relative agli ultimi istanti di vita dei passeggeri della funivia ha solo spettacolarizzato il dolore delle vittime, provocandone ulteriormente nei loro parenti.

Sono passati esattamente quarant’anni dalla tragedia di Vermicino: fu la prima diretta di un evento talmente doloroso, che tenne incollato agli schermi milioni di Italiani.

Da allora i mass media non furono mai più gli stessi. Con gli effetti ed i risultati di oggi.

Avv. Raffaele Perrotta, Dott.ssa Ylenia Minnella