Delitto di Ercolano: omicidio volontario?

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Delitto di Ercolano: omicidio volontario o eccesso di legittima difesa?

Delitto di Ercolano: omicidio volontario? La notte di venerdì 29.10.2021 ad Ercolano, un autotrasportatore ha esploso 11 colpi di pistola contro due ragazzi di 26 e 27 anni che erano all’esterno della sua abitazione, uccidendo entrambi.

Secondo le prime indagini svolte dalla Procura di Napoli, risulta che l’uomo sarebbe uscito fuori dalla propria villetta ed apparentemente, senza alcun giustificato motivo, avrebbe sparato contro una Fiat Panda in movimento. 

Dalle immagini registrate dai circuiti di videosorveglianza è emersa una importante circostanza.

Gli 11 colpi sarebbero stati esplosi mentre il veicolo si stava allontanando dall’abitazione del responsabile.

L’uomo è ora indiziato di duplice omicidio volontario.

Degli 11 proiettili, 5 avrebbero perforato il tetto dell’autovettura finendo per colpire mortalmente la testa dei due ragazzi. 

Prima di disporre il fermo nei confronti dell’autore del delitto, quest’ultimo è stato sottoposto ad interrogatorio al fine di raccontare la propria versione dei fatti. 

Secondo quanto dichiarato, è stato svegliato dall’allarme installato presso la propria abitazione, ed avrebbe preso una pistola perché avrebbe visto qualcuno allontanarsi dal proprio giardino.

La pistola era stata acquista dopo aver subito un furto qualche mese prima.

Dalle prime indagini svolte, però, emergerebbero delle incongruenze rispetto alle dichiarazioni che dimostrerebbero una condotta volontaria e diretta a cagionare la morte dei due ragazzi.

Per questo motivo il Pubblico Ministero procedente ha sottoposto le risultanze emerse al vaglio del Giudice per le Indagini Preliminari, ed ha richiesto la misura della custodia cautelare in carcere per l’indagato attualmente indagato a titolo di omicidio volontario.

Il delitto di omicidio

Il delitto di omicidio volontario è disciplinato dall’articolo 575 del Codice Penale: la pena prevista per questo reato è della reclusione non inferiore ad anni 21. 

Si tratta di uno dei reati più gravi del nostro codice penale, in quanto diretto a ledere il diritto alla vita e l’incolumità individuale. 

A giudicare, in caso di omicidio volontario, è la Corte d’Assise.

Il Codice Penale, oltre all’omicidio volontario o doloso, disciplina altre fattispecie:

  • omicidio colposo; 

l’agente agisce senza l’intenzione di provocare la morte di un soggetto, evento che tuttavia si realizza a causa di negligenza, imprudenza ed imperizia. 

È disciplinato dall’articolo 589 del codice penale, ed è prevista la pena della reclusione da 6 mesi a 5 anni.

Se questo reato è commesso con violazione delle norme sulla prevenzione degli infortuni sul lavoro la pena della reclusione va da 2 a 7 anni.

Se invece la morte di un individuo si determina nell’esercizio abusivo di una professione per cui è richiesta un’abilitazione dello Stato o di un’arte sanitaria, la reclusione è da 3 a 10 anni. 

  • Omicidio del consenziente;

l’agente sopprime volontariamente la vita umana di un individuo che ha prestato il proprio consenso.

È disciplinato dall’articolo 579 del codice penale ed è prevista la pena della reclusione da 6 a 15 anni.

  • Omicidio preterintenzionale; 

l’agente agisce senza l’intenzione di cagionare la morte di un uomo ma con la volontà di cagionare lesioni o percosse, da cui deriva la morte.

È disciplinato dall’art. 584 del codice penale ed è prevista la pena della reclusione da 10 a 18 anni.

Che differenza c’è tra omicidio volontario ed eccesso colposo nella legittima difesa?

Cagionare la morte di un uomo è un evento che può essere reato ma può anche trovare delle cause di giustificazione.

Ed infatti, se si agisce con l’intenzione di voler causare la morte di un uomo e non vi è alla base alcun valido motivo che possa giustificare un così grave fatto, ad esempio attingendo con diversi colpi d’arma da fuoco un aggressore disarmato che sta scappando, si parlerà senza dubbio di omicidio volontario.

Diversamente, se l’evento morte è stato determinato per rimuovere il pericolo di un’aggressione, concreta ed attuale, adottando una reazione proporzionata ed adeguata all’azione subita in quel momento, per esempio sparando per primi ad un altro uomo armato di pistola carica che sta per usarla, allora si parlerà di legittima difesa.   

Tuttavia, può succedere che colui che si difende, per eccesso di foga, imprudenza ed imperizia nel valutare l’offesa ed i mezzi di salvezza alternativi, reagisca in modo eccessivo rispetto a quello che è l’effettivo male prospettato.

Potrebbe essere questo il caso del duplice omicidio di Ercolano? Le indagini e la valutazione delle dinamiche dell’evento faranno sicuramente piena luce su quanto accaduto.

Se davvero l’uomo ha sparato ai due ragazzi per eccesso di foga, si parlerà di eccesso colposo nella legittima difesa. 

Ovviamente, non conosciamo gli atti di indagine ma al momento la pubblica accusa si è determinata nel contestare l’omicidio volontario.

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