Violenza sessuale di gruppo: scarcerato

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Il Gip presso il Tribunale di Milano, in sede di udienza di convalida, ha emesso un provvedimento di immediata scarcerazione in favore di un assistito dello Studio Legale AMP per il reato di violenza sessuale di gruppo.

Rischiavano una condanna alla reclusione da otto a quattordici anni per violenza sessuale di gruppo.

Una pena più alta rispetto a quella prevista per la violenza sessuale (reclusione da sei a dodici anni) proprio in ragione del numero di partecipanti.

Una situazione di partenza di grande svantaggio, dal momento che il Pubblico Ministero ha disposto l’arresto immediato dei due soggetti.

Il capo di imputazione di violenza sessuale di gruppo

Il nostro cliente era accusato:

“…del reato di cui agli artt. 609 octies – 609 bis c.p. perché con violenza consistita nel vincere con la loro forza fisica la resistenza della vittima costringevano Tizio a subire una violenza sessuale di gruppo; in particolare Caio dopo aver riaccompagnato Tizio presso l’abitazione, entrava nella sua stanza da letto e le faceva delle avances, accortosi che non era intenzionata a proseguire, la immobilizzava, la spogliava e quindi la costringeva ad un rapporto completo, che aveva luogo in presenza di Mevio il quale subito dopo la costringeva ad un ulteriore rapporto sessuale, mentre il complice attendeva appena fuori dalla porta della stanza da letto

Il Pubblico Ministero ha chiesto la misura coercitiva della custodia cautelare in carcere, per entrambi gli indagati, vista la gravità del reato contestato.

Le prove dell’accusa del reato di violenza sessuale di gruppo

In sede di udienza di convalida, i professionisti dello Studio Legale AMP hanno dimostrato che le dichiarazioni della persona offesa erano poco credibili.

Tra i tanti dettagli, è stato dimostrato come il nostro assistito e la presunta vittima di violenza si conoscessero da diversi anni ed avessero incontri frequenti durante i quali erano soliti consumare rapporti sessuali.

Per contro, l’altro indagato aveva visto la vittima per la prima volta quella sera stessa e la aveva aggredita nel momento in cui era rimasta da sola in camera, arrivando ad avere con lei un rapporto non consensuale e non protetto: questo, oltre ad altre circostanze, ha convinto il giudice a distinguere le condotte dei due indagati.

Oltre al fatto che il nostro assistito e la vittima si conoscessero da tempo, il nostro avvocato ha anche potuto evidenziare, esibendo al Giudice numerosi messaggi, come nel corso delle ore antecedenti ai fatti la donna avesse insistentemente chiesto al proprio amante di vedersi nel corso della serata per poter trascorrere delle ore in intimità.

L’attività di indagini difensive condotta dal legale dello studio AMP nelle ore immediatamente successive all’arresto è stata certamente decisiva, dal momento che ha consentito di dimostrare come la coppia, prima di raggiungere l’appartamento della donna, si fosse fermata ad un distributore automatico per acquistare dei preservativi.

Violenza sessuale di gruppo: scarcerato

Tutti gli elementi documentati dalla difesa hanno fatto sì che l’arresto del nostro assistito non venisse convalidato, dal momento il rapporto sessuale c’era stato ma in forma perfettamente consensuale.

L’avvocato dello studio legale AMP, grazie ad una attenta analisi del fascicolo processuale ed al lavoro di investigazione difensiva, ha dimostrato come i fatti, così come descritti dalla vittima, non costituissero reato.

Tutte evidenze davanti alle quali il Giudice per le Indagini Preliminari non ha potuto far altro che ordinare l’immediata scarcerazione del nostro assistito, per il quale non vi è stato, successivamente, alcun processo.

Alla luce delle nuove prove, il Pubblico Ministero ha inoltre avanzato richiesta di archiviazione, eliminando ogni tipo di accusa nei confronti del cliente dello studio legale AMP.

Diversamente, per l’altro indagato non difeso dallo Studio Legale AMP, si sono aperte le porte del carcere, perchè il Gip nei suoi confronti ha applicato la misura della custodia cautelare e successivamente è stato disposto il rinvio a giudizio.

L’udienza di convalida è un momento fondamentale all’interno del procedimento penale: una corretta strategia difensiva può infatti rivelarsi decisiva anche rispetto all’esito finale del processo.

Nel caso del nostro assistito, le accuse mosse nei suoi confronti erano sicuramente complesse.

Tuttavia il tempestivo intervento del legale ha consentito di arrivare alla verità e l’intera vicenda si è conclusa positivamente.

Il Gip non ha ritenuto sussistenti gli elementi indiziari a carico del nostro assistito, ordinandone l’immediata liberazione. Il Pubblico Ministero ha infine archiviato ogni tipo di accusa nei confronti del soggetto.

Lo studio legale AMP, grazie alla comprovata esperienza dei propri professionisti, specializzati in tematiche estremamente delicate, è riuscito ad ottenere da subito un provvedimento che ha evitato il processo al proprio assistito, risparmiandogli la trafila di un lungo e complesso iter in Tribunale.

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