RSA: assolta per maltrattamenti

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RSA: esclusa la responsabilità della direzione per i maltrattamenti perpetrati in danno agli ospiti da parte di infermieri e operatori socio sanitari

Lo Studio Legale AMP ha ottenuto per un importate risultato processuale nell’interesse di una propria assistita, nota società che amministra numerose RSA (Residenze Socio Assistenziali) sul territorio nazionale.

L’ente era stato chiamato in giudizio in qualità di responsabile civile, nell’ambito di un procedimento penale celebrato presso il Tribunale di Torino.

Un’infermiera ed un’operatrice socio sanitaria, impiegate all’interno della struttura, erano infatti accusate di maltrattamenti e lesioni nei confronti di alcuni anziani ospiti della RSA.

La vicenda ha suscitato un rilevante clamore mediatico, anche per via di alcuni soggetti intervenuti
nel processo.

Tra questi anche una nota ONLUS, operante su tutto il territorio nazionale e non solo nell’area piemontese, impegnata nella tutela dei soggetti deboli (“lo scopo di promuovere i diritti delle persone emarginate e prioritariamente di coloro che non sono in grado di autodifendersi”), che si è costituita parte civile, invocando la condanna dell’ente gestore della RSA.

I legali dello Studio AMP hanno tuttavia dimostrato l’assenza di ogni tipo di responsabilità in capo alla direzione dell’azienda che, grazie all’intervento del proprio difensore, è stata definitivamente estromessa dal giudizio e non dovrà rispondere economicamente per le gravissime condotte attribuite alle due imputate.

I capi di imputazione per la RSA, chiamata a rispondere per maltrattamenti

I capi di accusa erano particolarmente complessi, trattandosi di una vicenda estremamente articolata, incentrata sui delitti di maltrattamenti e lesioni pluriaggravate:

a) “in ordine al delitto di cui agli artt. 81 cpv.,110, 572, 61 nr. 5 e 11 c.p. anche in relazione all’art. 40 co. 2° c.p. per quanto attiene XX che spesso non si attivava al fine di tutelare l’integrità psico-fìsica delle pp.oo., perché, con più azioni esecutive di un medesimo disegno criminoso, in concorso tra loro e agendo materialmente la YY la quale, abusando del proprio ruolo di O.S.S. presso struttura R.S.A. ZZ, maltrattava i degenti della predetta struttura […]. Con le aggravanti di avere commesso i fatti profittando di circostanze di tempo, di luogo o di persona, anche in riferimento all’età, tali da ostacolare la pubblica o privata difesa, nonché con l’aggravante di aver commesso i fatti con abuso di autorità.
b) in ordine al delitto di cui agli artt. 582, 585, 576 nr. 5 c.p., perché, non rispettando il protocollo della struttura R.S.A. ZZ, […] con ciò cagionandogli una lesione personale dalla quale derivava una malattia (frattura dell’omeo dx) sicuramente di durata superiore ai 20 gg., con l’aggravante di avere commesso il fatto in occasione della commissione del delitto sub a).
c) in ordine al delitto di cui agli artt. 582, 585, 576 nr. 5 c.p., perché, non rispettando il protocollo della struttura R.S.A. ZZ, […] con ciò cagionandole una lesione personale dalla quale derivava una malattia (frattura malleolo sx e tibia sx) giudicata guaribile in 30 gg, con l’aggravante di avere commesso il fatto in occasione della commissione del delitto sub a).
d) in ordine al delitto di cui agli artt. 582, 585, 576 nr. 5 c.p., perché, non rispettando il protocollo della struttura R.S.A. ZZ, […] con ciò cagionandole una lesione personale dalla quale derivava una malattia (trauma cranico, frattura mano sx e dialisi distale ulna sn) giudicata guaribile in 40 gg., con l’aggravante di avere commesso il fatto in occasione della commissione del delitto sub a).
Con recidiva reiterata”.

Le sanzioni per questi gravissimi reati sono molto severe, in particolare il delitto di maltrattamenti può comportare una pena fino a quindici o ventiquattro anni di reclusione, in base all’entità del pregiudizio arrecato alle vittime.

In caso di condanna delle due imputate, l’ente gestore della RSA avrebbe dovuto rispondere economicamente per garantire il pieno risarcimento di tutte le persone offese, parti civili costitute.

Di ulteriore rilievo è il fato che l’azienda fosse accreditata, tramite la Regione, con il Servizio Sanitario Nazionale, al fine di erogare a favore della collettività un servizio pubblico essenziale.

Secondo la tesi accusatoria, le imputate avrebbero commesso i delitti nei confronti degli anziani degenti violando tutti i protocolli in vigore all’interno della struttura, aggirando i controlli della direzione ed approfittando delle condizioni di minorata difesa delle proprie vittime.

La strategia difensiva per la difesa della RSA

La strategia difensiva dello Studio AMP è stata quella di dimostrare l’assenza di un collegamento diretto tra l’ente gestore della RSA e le condotte illecite attribuite all’infermiera ed alla OSS, non sussistendo le condizioni imposte dalla legge per contestare una forma di responsabilità in capo alla direzione della struttura.

L’avvocato del nostro Studio, chiamato a gestire questa delicata posizione, ha articolato la propria linea difensiva fin dall’udienza di costituzione delle parti, celebrata a fronte del decreto di citazione del responsabile civile emesso dal Giudice di primo grado.

La tesi sostenuta dallo Studio AMP ha efficacemente dimostrato una serie di elementi di fondamentale importanza:

  • entrambe le imputate, all’epoca dei fatti, erano dipendenti di una cooperativa che si
    occupava di fornire il personale alle RSA, in forza di un regolare contratto di appalto;
  • nell’analisi della catena delle responsabilità connesse alle azioni delle imputate era centrale,
    non solo il ruolo della cooperativa, ma anche quello assunto dall’ASL territorialmente
    competente;
  • i doveri di controllo e vigilanza da parte della direzione della RSA erano stati pienamente
    rispettati;
  • il presupposto giuridico per attribuire all’ente il ruolo di responsabile civile nel processo
    penale è incompatibile con la presunta culpa in vigilando attribuita al gestore della RSA per
    aver affidato un servizio di propria pertinenza ad un terzo.

Gli avvocati dello Studio hanno quindi chiesto l’estromissione della RSA dal ruolo di responsabile civile nell’ambito del processo penale, fornendo granitiche motivazioni a sostegno della propria posizione.

RSA: assolta per maltrattamenti

Dinanzi a tali argomentazioni, sostenute da una idonea documentazione, il Giudice ha riconosciuto la legittimità della tesi difensiva dello Studio Legale AMP, disponendo l’immediata estromissione dal giudizio dell’ente gestore della RSA.

In questo modo l’azienda ha potuto abbandonare un processo penale caratterizzato da accuse molto gravi nei confronti delle imputate e che, in caso di condanna, avrebbero certamente determinato per la Cliente dello Studio un ingente danno economico ed un ancor più rilevante pregiudizio per la propria immagine.

Lo Studio Legale AMP, grazie alla comprovata esperienza dei suoi avvocati, altamente specializzati nelle tematiche riguardanti la difesa di enti e società, anche quando queste sono i rapporto con la P.A., è riuscito così ad ottenere una ordinanza che di fatto, ha rappresentato una vittoria processuale per la nostra assistita.

Se avete un problema di questo tipo potete contattarci: cercheremo di risolverlo insieme, preparando
la miglior difesa possibile.

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