Maltrattamenti in famiglia e violenza privata: assolto perché il fatto non sussiste

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Lo Studio Legale AMP ha ottenuto dal Tribunale di Monza una sentenza di assoluzione “perché il fatto non sussiste”, in un procedimento penale in cui ha difeso un suo assistito, accusato di maltrattamenti in famiglia (artt. 81 e 572 C.p.) e violenza privata (artt. 56 e 610 C.p.)

Il Tribunale di Monza ha assolto l’imputato da entrambi i reati.

L’imputato rischiava una grave condanna, oggi punita da 3 a 7 anni, a cui si sarebbe aggiunta, in continuazione, anche quella per la violenza privata.

Il capo di imputazione

L’imputato – difeso da uno degli avvocati dello studio – ha affrontare un processo essendo accusato

“…del reato p. e p. dagli artt. 81 cpv., 572 C.p. perché maltrattava la propria convivente […]. offendendo la donna e minacciandola con espressioni quali “puttana, donna di merda, ti ammazzo, devi morire” e simili, impedendole di frequentare amiche, strappandole vestiti non di suo (di lui) gradimento, non partecipando adeguatamente alle spese familiari, sputandole talvolta addosso, percuotendola e tenendo in generale una condotta oppressiva, prevaricatoria, prepotente e vessatoria ai danni della vittima…..  

In Galgagnano, Casalnuovo di Napoli, Cesano Maderno ed altrove sino almeno al febbraio 2013”

“del reato p. e p. dagli artt. 56 – 610 c.p. perché, stringendo forte un braccio di […] e riferendole “Devi assolutamente togliere la denuncia altrimenti è peggio per te, non firmerò mai l’accordo”, compiva atti idonei diretti in modo non equivoco a costringere la donna a ritirare le denunce penali da quest’ultima sporta nei suoi confronti, non riuscendo nel suo intento per cause indipendenti dalla sua volontà.

In Cesano Maderno il 17.12.2013”

All’esito del processo il Pubblico Ministero ha chiesto una severa condanna: anni 2 e mesi 4 di reclusione.

La strategia difensiva

La strategia difensiva del nostro Studio è stata quella di dimostrare che i fatti di cui parlava la presunta vittima erano delle normali discussioni all’interno di una coppia che si stava separando.

Quindi, le prove e le testimonianze emerse nel corso del processo non erano sufficienti per condannare il nostro assistito.

Anche grazie alle dichiarazioni dei testimoni è emerso che tutte le denunce avevano lo scopo di ottenere migliori condizioni sulla separazione.

Il Giudice ha considerato anche i messaggi affettuosi che la vittima si scambiava con il nostro assistito nello stesso periodo in cui affermava di aver subito i maltrattamenti.

Infatti la denuncia è stata presentata a distanza di un anno dalla cessazione della convivenza e si riferiva al periodo in cui la coppia ancora conviveva. 

Il Tribunale di Monza ha quindi assolto il nostro assistito ai sensi dell’art. 530 c.p.p “perché il fatto non sussiste”, con grande gioia e soddisfazione del nostro Studio.

I professionisti dello Studio Legale AMP sono specializzati in tematiche delicate come quelle in tema di stalking, maltrattamenti in famiglia e violenza di genere.

Grazie all’esperienza maturata nei numerosi processi sono in grado di assistervi adeguatamente in caso di contestazione di reato nel procedimento penale.

Se avete necessità di ricevere assistenza in casi analoghi potete contattarci.

Leggi qui la sentenza di assoluzione

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