Ente: nuovi reati presupposto

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Nuovi reati presupposto e responsabilità amministrativa degli enti: cosa cambia?

Con la legge di conversione del D.L. 105/2023, il legislatore ha introdotto nuovi reati presupposto per l’ente.

In un precedente articolo avevamo già analizzato l’’indispensabile revisione del modello 231 a seguito della direttiva PIF.

Nel catalogo dei reati presupposto di cui al D.Lgs. 231/2001 sono stati inseriti i reati di turbata libertà degli incanti (art. 353 c.p.) e turbata libertà nella scelta del contraente (art. 353-bis c.p.), nonché il reato di trasferimento fraudolento di valori (art. 512-bis c.p.).

I reati di turbata libertà degli incanti e turbata libertà nella scelta del contraente sono due condotte che incidono sulla correttezza delle procedure di gara pubblica, con il rischio di alterare l’esito dell’affidamento.

Il reato di trasferimento fraudolento di valori, invece, consiste nella creazione di una situazione di apparenza formale della titolarità o della disponibilità di un bene, difforme dalla realtà, al fine di eludere le disposizioni di legge in materia di misure di prevenzione patrimoniale o di contrabbando ovvero al fine di agevolare la commissione dei reati di ricettazione, riciclaggio e impiego di denaro, beni o utilità di provenienza illecita.

Conseguenze per l’ente

La commissione di tali reati può comportare la responsabilità amministrativa degli enti, ai sensi del D.Lgs. 231/2001.

In particolare, per i reati di turbata libertà degli incanti e turbata libertà nella scelta del contraente, è prevista l’applicazione all’ente di una sanzione pecuniaria da 200 a 600 quote.

Per il reato di trasferimento fraudolento di valori, invece, è prevista l’applicazione all’ente di una sanzione pecuniaria da 250 a 600 quote.

Implicazioni per gli Organismi di Vigilanza

Le novità normative impongono agli Organismi di Vigilanza di aggiornare il risk assessment per valutare la sussistenza del rischio di commissione dei nuovi reati.

In particolare, si dovrà valutare se tali rischi possono essere ritenuti già “coperti” (in tutto o in parte) dalle procedure e dai protocolli esistenti in relazione ai sistemi di prevenzione della corruzione e del riciclaggio.

Se così non fosse, o se si trattasse di società ed enti particolarmente a rischio, potrà rendersi necessario un aggiornamento tempestivo del Modello organizzativo adottato.

Le modifiche apportate al catalogo dei reati presupposto di cui al D.Lgs. 231/2001 ampliano il perimetro di applicazione della responsabilità amministrativa degli enti, rendendola più capillare e incisiva.

Gli Organismi di Vigilanza, in particolare, hanno il compito di monitorare costantemente il rischio di commissione dei nuovi reati, adottando le misure necessarie per prevenirli e, in caso di commissione, per mitigare le conseguenze.

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