Modello 231: prevenire i reati

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Il Modello 231: strumento di prevenzione, gestione e conformità normativa

L’introduzione del Decreto Legislativo 231/2001 ha segnato una svolta epocale nel panorama giuridico italiano, modificando radicalmente il concetto di responsabilità per gli enti collettivi e prevedendo l’adozione del modello 231 per prevenire i reati.

Con questa normativa, per la prima volta, viene introdotta la possibilità che società, associazioni e fondazioni siano chiamate a rispondere per determinati reati commessi da soggetti apicali o subordinati, a condizione che tali condotte illecite siano realizzate nell’interesse o a vantaggio dell’ente stesso.

Il fulcro di questa normativa è il Modello di organizzazione, gestione e controllo (MOG), uno strumento che non solo rappresenta una misura di prevenzione, ma anche un’opportunità per garantire un’organizzazione aziendale trasparente, efficiente e conforme alle norme.

Origini e finalità del modello 231

L’origine del Decreto si collega direttamente alla necessità di adeguare l’ordinamento italiano agli standard internazionali, in particolare alla Convenzione OCSE del 1997 sulla lotta alla corruzione dei pubblici ufficiali stranieri nelle operazioni economiche internazionali.

Fino a quel momento, la responsabilità penale in Italia era esclusivamente personale, con l’effetto di escludere le imprese e gli enti da ogni forma di coinvolgimento diretto in relazione ai reati commessi dai propri rappresentanti o dipendenti.

Il Decreto Legislativo 231/2001 introduce, invece, una responsabilità amministrativa dell’ente che si configura per alcuni reati specifici, i cosiddetti reati presupposto, purché realizzati nell’interesse o a vantaggio dell’organizzazione.

Questa responsabilità presenta connotati peculiari che la avvicinano significativamente alla responsabilità penale, soprattutto per quanto riguarda il sistema sanzionatorio, che può includere multe di rilevante entità, interdizioni dall’attività e confisca dei beni.

Gli obiettivi del Decreto possono essere sintetizzati in due principali finalità.

In primo luogo, si intende incentivare le aziende a dotarsi di sistemi organizzativi adeguati al fine di prevenire la commissione di reati al loro interno.

In secondo luogo, il legislatore mira a colpire economicamente quelle imprese che traggono un vantaggio diretto o indiretto da attività illecite, eliminando così qualsiasi beneficio derivante da condotte contrarie alla legge.

Chi deve adottare il modello 231 e perché è importante per prevenire i reati

Obbligatorietà de facto

Non esiste un obbligo esplicito per le aziende di adottare il modello 231.

Nella prassi esso è, però, indispensabile per:

  • mitigare i rischi legali (l’adozione del modello può esonerare l’ente dalla responsabilità per reati commessi nel suo interesse o vantaggio);
  • partecipare a gare pubbliche (molte stazioni appaltanti richiedono il modello come requisito di ammissione;
  • preservare la tutela reputazionale (il modello, infatti, garantisce la trasparenza e l’etica aziendale, migliorando la percezione dell’azienda sul mercato).

Destinatari del modello 231

Il modello 231 può essere adottato da tutti gli enti dotati di personalità giuridica e da associazioni
anche prive di essa.

Tuttavia, è particolarmente rilevante per:

  • Società di capitali e cooperative;
  • enti pubblici economici;
  • aziende che operano in settori a rischio (costruzioni, energia, rifiuti, sanità, ecc.).

Come il modello 231 migliora la gestione aziendale

L’adozione di un MOG non è solo una misura difensiva contro le sanzioni previste dal decreto, ma apporta numerosi vantaggi gestionali:

  • Mappatura dei rischi: consente di identificare le aree critiche e di adottare protocolli per
    mitigare i rischi;
  • miglioramento dei processi aziendali: l’integrazione di procedure trasparenti ed efficaci favorisce una gestione più strutturata;
  • promozione della cultura della legalità: forma i dipendenti e i dirigenti a comportamenti etici e conformi alle normative;
  • riduzione di conflitti interni: chiarisce le responsabilità e i ruoli, prevenendo comportamenti opportunistici.

L’introduzione di un modello organizzativo basato sul D.Lgs. 231/2001 non deve, quindi, essere
percepita unicamente come uno strumento difensivo contro le sanzioni previste dalla normativa.

Al contrario, esso genera un valore aggiunto per l’organizzazione.

Attraverso un processo sistematico di mappatura dei rischi, l’azienda è in grado di identificare le aree critiche della propria attività e adottare protocolli operativi per mitigare i rischi correlati.

Questo processo favorisce una gestione aziendale più strutturata e trasparente, eliminando inefficienze e potenziali conflitti interni. Inoltre, l’introduzione di procedure chiare e condivise contribuisce a diffondere una cultura della legalità, coinvolgendo i dipendenti e i dirigenti in un percorso di responsabilizzazione.

Il ruolo dell’Organismo di Vigilanza (OdV) per prevenire i reati

Funzioni dell’OdV

Un elemento fondamentale per l’efficacia del Modello 231 è rappresentato dall’Organismo di Vigilanza (OdV).

Questo organo deve operare in totale autonomia e indipendenza rispetto alla struttura aziendale, assumendo il compito di vigilare sull’attuazione e sull’efficacia del modello.

L’OdV deve verificare che i protocolli siano rispettati, monitorare eventuali segnali di rischio e proporre aggiornamenti per adeguare il modello a mutamenti normativi o organizzativi.

L’OdV è un organo indipendente e autonomo, come detto, tra i suoi compiti principali vi è quello del monitoraggio dell’attuazione del modello, verificando che le procedure adottate siano rispettate, proporre l’aggiornamento del modello, per adeguarlo a nuovi rischi o cambiamenti normativi nonché della gestione delle segnalazioni che riceve e analizza, garantendo anonimato e imparzialità.

La giurisprudenza ha sottolineato la centralità dell’OdV, evidenziando che l’assenza di reale autonomia compromette l’efficacia del modello e, di conseguenza, la possibilità per l’ente di invocarlo come esimente (Cass., sez. pen., n. 4677/2014).

Composizione dell’OdV

Può essere monocratico o collegiale, composto da figure con competenze legali, economiche e tecniche.

La giurisprudenza sottolinea l’importanza dell’autonomia e indipendenza dell’organo per garantirne l’efficacia.

Catalogo dei reati presupposto

Il catalogo dei reati che possono comportare la responsabilità dell’ente è in costante espansione.

Alcuni dei principali reati si possono individuare fra:

  1. Reati contro la Pubblica Amministrazione (es. corruzione, art. 318 c.p.; concussione, art. 317 c.p.);
  2. Reati societari (es. false comunicazioni sociali, art. 2621 c.c.);
  3. Reati ambientali (es. inquinamento ambientale, art. 452-bis c.p.);
  4. Reati in materia di sicurezza sul lavoro (es. omicidio colposo, art. 589 c.p., e lesioni personali colpose gravi, art. 590 c.p.);
  5. Reati di riciclaggio e autoriciclaggio (art. 648-bis e art. 648-ter c.p.);
  6. Cybercrimini (es. accesso abusivo a sistemi informatici, art. 615-ter c.p.).

Whistleblowing e Modello 231: uno strumento di prevenzione e controllo

Il c.d. whistleblowing rappresenta un fondamentale strumento per prevenire e contrastare comportamenti illeciti all’interno delle organizzazioni.

Leggi il nostro precedente articolo

La Legge n. 179/2017 ha introdotto specifiche disposizioni per integrare il sistema del D.Lgs. 231/2001, imponendo alle imprese che adottano il modello organizzativo di istituire canali di segnalazione riservati per consentire ai dipendenti di denunciare eventuali violazioni o comportamenti illeciti.

Il Decreto Legislativo 10 marzo 2023, n. 24, che recepisce la Direttiva (UE) 2019/1937 sulla protezione delle persone che segnalano violazioni del diritto dell’Unione, disciplina la protezione di coloro che, in un contesto lavorativo pubblico o privato, segnalano violazioni di disposizioni normative nazionali o dell’Unione Europea che ledono l’interesse pubblico o l’integrità dell’amministrazione pubblica o dell’ente privato.

Il decreto è entrato in vigore il 30 marzo 2023, con le disposizioni efficaci a partire dal 15 luglio 2023.

Per i soggetti del settore privato che hanno impiegato, nell’ultimo anno, una media di lavoratori subordinati non superiore a 249, l’obbligo di istituzione del canale di segnalazione interna ha effetto dal 17 dicembre 2023.

Questa normativa unifica e aggiorna le precedenti disposizioni in materia di whistleblowing, estendendo le tutele sia al settore pubblico che privato e introducendo obblighi specifici per le organizzazioni riguardo all’istituzione di canali di segnalazione e alla protezione dei segnalanti.

Caratteristiche principali del whistleblowing nel contesto del Modello 231

Canali riservati: l’azienda deve garantire uno o più canali che assicurino la riservatezza dell’identità del segnalante.

Tutela contro ritorsioni: il segnalante deve essere protetto da qualsiasi forma di discriminazione o ritorsione derivante dalla denuncia.

Anonimato: è possibile presentare segnalazioni anonime, purché adeguatamente circostanziate.

Sanzioni per segnalazioni infondate: la normativa prevede sanzioni per chi utilizza il whistleblowing per accuse pretestuose o calunniose.

Vantaggi per l’organizzazione

Prevenzione di illeciti: il whistleblowing consente di rilevare tempestivamente comportamenti rischiosi o illegali.

Rafforzamento della cultura etica: incentiva i dipendenti a collaborare nel mantenere un ambiente lavorativo conforme e trasparente.

Tutela dell’ente: segnala potenziali reati prima che possano determinare la responsabilità dell’organizzazione.

Ruolo dell’OdV nel whistleblowing

L’Organismo di Vigilanza è il destinatario principale delle segnalazioni e ha il compito di valutare la fondatezza delle denunce ricevute, adottare misure di controllo per accertare eventuali irregolarità e segnalare ai vertici aziendali o all’autorità giudiziaria situazioni di rilevanza penale o amministrativa.

Approfondimento sulla giurisprudenza rilevante in tema 231

La giurisprudenza è intervenuta in diverse occasioni in materia di responsabilità amministrative degli enti.

Sentenza Thyssenkrupp (Cass., sez. pen., n. 27735/2008)

La vicenda trae origine dall’incendio verificatosi nello stabilimento Thyssenkrupp di Torino nel2007, in cui persero la vita sette operai. La tragedia mise in luce gravi carenze nelle misure di sicurezza sul lavoro e nell’organizzazione aziendale.

La Corte stabilì che la mancata adozione del Modello 231 e di misure di prevenzione adeguate può comportare la responsabilità amministrativa dell’ente, in quanto il sistema organizzativo carente ha consentito il verificarsi del reato.

La sentenza ha sottolineato l’importanza dell’adozione di un Modello 231 per la prevenzione dei reati in materia di sicurezza sul lavoro, evidenziando come la sua assenza possa configurare un “vantaggio” per l’azienda, ad esempio in termini di risparmio sui costi di sicurezza.

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Autonomia dell’OdV (Cass., sez. pen., n. 4677/2014)

La sentenza riguardava un caso in cui si contestava la reale indipendenza e autonomia dell’OdV, considerato un mero organo “di facciata” senza reale capacità di vigilare sul funzionamento del Modello 231.

La Corte ha chiarito che l’Organismo di Vigilanza deve essere effettivamente autonomo e indipendente, e non può essere subordinato agli organi aziendali che potrebbero esercitare pressioni o influenze sulle sue decisioni.

La mancanza di autonomia dell’OdV può comportare l’inefficacia del modello e, quindi, l’impossibilità di utilizzare il modello stesso come esimente di responsabilità.

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Efficace attuazione del Modello 231 (Cass., sez. pen., n. 3605/2019)

In questo caso, si trattava di un’azienda accusata di reati ambientali.

L’impresa sosteneva di aver adottato un modello organizzativo per prevenire tali violazioni, ma l’autorità giudiziaria ne contestava l’efficace attuazione.

La Corte ha affermato che la semplice adozione del modello organizzativo non è sufficiente per escludere la responsabilità dell’ente. Il modello deve essere:

  1. Efficacemente attuato, con controlli regolari e aggiornamenti periodici.
  2. Vigilato dall’OdV, che deve segnalare eventuali anomalie.
    Questa sentenza rafforza l’importanza non solo di adottare il modello, ma anche di implementarlo
    in maniera concreta e di verificarne costantemente l’efficacia.

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Conclusioni: perché investire in un modello 231 per prevenire i reati?

L’adozione di un modello 231 non è solo un requisito per evitare sanzioni, ma un’opportunità per migliorare la gestione aziendale, promuovere una cultura etica e ridurre i rischi legali.

L’efficacia del modello dipende dalla sua personalizzazione, dall’impegno dell’azienda nell’attuazione e dal ruolo strategico dell’Organismo di Vigilanza.

Lo Studio Legale AMP è specializzato nell’assistenza alle aziende per l’adozione e l’implementazione
del modello 231, supportando nella redazione, formazione e gestione delle procedure.

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