Fatture per operazioni inesistenti: assolto

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L’assistito dello Studio Legale AMP è stato assolto perché il fatto non sussiste

Lo Studio Legale AMP ha ottenuto presso il Tribunale di Milano, per un proprio assistito, accusato di emissione di fatture per operazioni inesistenti, una sentenza di assoluzione “perché il fatto non sussiste”.

La vicenda ha riguardato una impresa che avrebbe utilizzato in contabilità fatture false per evadere le imposte per decine di migliaia di euro.

Le contestazioni di emissione di fatture per operazioni inesistenti mosse dall’accusa

Il  nostro assistito è stato mandato a processo con una grave accusa:

“…diverse contestazioni ai sensi dell’art. 2 DLgs 74/2000 in qualità di legale rapp.te della società, al fine di evadere le imposte sul valore aggiunto, riportava nelle dichiarazioni fiscali per il periodo d’imposta 2014 e 2015 elementi passivi fittizi, avvalendosi di fatture per operazioni oggettivamente inesistenti…”  

In un nostro articolo abbiamo approfondito la disciplina dei reati tributari.

Il reato di dichiarazione fraudolenta mediante l’uso di fatture o di altri documenti per operazioni inesistenti è previsto e punito dall’art. 2, D.lgs. n. 74/2000, che statuisce:

“È punito con la reclusione da un anno e sei mesi a sei anni chi, al fine di evadere le imposte sui redditi o sul valore aggiunto, avvalendosi di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti, indica in una delle dichiarazioni annuali relative a dette imposte elementi passivi fittizi.

Tale fattispecie è sicuramente fra la più grave di quelle regolate dalla normativa del sistema penale tributario.

Il reato di dichiarazione fraudolenta  ex art. 2 D.lgs. n. 74/2000  è a consumazione istantanea e si realizza nel momento della presentazione della dichiarazione fiscale.

La strategia difensiva

I professionisti del nostro Studio, dopo aver analizzato l’attività di indagine effettuata dall’Agenzia delle Entrate, hanno compreso che l’accusa aveva molte lacune.

L’ipotesi accusatoria, prendeva le mosse da alcuni, tutti suggestivi, che sostenevano che la società che aveva emesso le fatture inserite in contabilità dal nostro assistito non era esistente.

I motivi erano, infatti:

  • la descrizione generica delle prestazioni fatturate;
  • l’operatività dell’emittente le fatture poco prolungata nel tempo;
  • sedi e beni strumentali assenti o comunque non disponibili;
  • assenza di lavoratori subordinati alle dipendenze della ditta.

La scelta di procedere con il rito ordinario, per avere la possibilità di analizzare tutti gli elementi raccolti prima ancora che iniziasse l’indagine, in sede di contestazione dell’Agenzia delle Entrate, ma anche la scelta di escutere i testimoni, ha premiato la tenacia della difesa.

Assolto con formula piena dal reato di fatture per operazioni inesistenti

All’esito del processo di primo grado, le prove portate dall’accusa sono state scalfite dalla strategia difensiva adottata.

Infatti, gli avvocati dello Studio hanno dimostrato la totale infondatezza delle accuse mosse, ottenendo così la piena assoluzione per il cliente.

In Sentenza il Tribunale ha dichiarato: “Visto l’art. 530 c.p.p. ASSOLVE xxxx, xxxx dai reati ascritti, perché il fatto non sussiste”.

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Le motivazioni dell’assoluzione

Del resto, anche nella CNR e negli atti della Agenzia delle Entrate vi era già tracciabilità delle somme erogate dal nostro assistito per pagare le fatture.

Somme che, successivamente, non sono tornate alla ditta emittente.

Inoltre, l legali dello Studio legale AMP sono riusciti a dimostrare che:

  • vi era stata una formale diffida ad adempiere contro la ditta del nostro assistito: non aveva saldato per intero le fatture contestate;
  • le fatture erano correttamente registrate e correttamente tenute in contabilità;
  • già in sede di accertamento, quindi prima ancora che iniziasse il processo penale, erano stati prodotti preventivi e contrattualistica;
  • vi era un copioso carteggio tra ditta emittente e ditta debitrice, che comprovava sia l’effettività delle prestazioni che la situazione debitoria in essere.

Perché è importante rivolgersi ad uno studio legale specializzato in reati tributari?

Solamente uno studio dettagliato dell’attività investigativa dell’Agenzia delle Entrate ha consentito di evidenziare le lacune tecniche dell’accusa, che hanno portato il Giudice ad assolvere con formula piena.

I professionisti dello Studio hanno nel dibattimento messo a segno diversi punti per dimostrare l’inconsistenza dell’accusa, ottenendo l’assoluzione del loro assistito, con formula piena.

La complessità delle prove, la tipologia di reati, l’estrema tecnicità della materia e la concreta possibilità che per il cliente si aprissero le porte del carcere in futuro avrebbero spinto molti avvocati verso la strada più semplice: un rito alternativo.

La scelta di difendere nel merito la posizione del cliente, affrontando tutto il complesso lungo e tortuoso percorso dell’istruttoria dibattimentale, si è invece rivelata vincente.

Insomma, i legali del nostro Studio non scelgono mai la soluzione più semplice o quella più comoda legata solo alla parcella.

La prerogativa è quella di tutelare nella maniera più adeguata possibile prima gli interessi dei nostri assistiti.

Lo Studio Legale AMP, grazie alla esperienza dei suoi avvocati nelle tematiche dei reati fiscali, è riuscito così ad ottenere una sentenza di assoluzione.

Se avete un problema di questo tipo potete contattarci: cercheremo di risolverlo insieme, preparando la miglior difesa possibile.

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