Dichiarazione Fraudolenta: Amministratori senza Delega

Tabella dei Contenuti

Reato di Dichiarazione Fraudolenta: Responsabilità degli Amministratori senza Delega

Premessa sul reato di dichiarazione fraudolenta

Il reato di dichiarazione fraudolenta mediante utilizzo di fatture per operazioni inesistenti (art. 2 D.Lgs. 74/2000) punisce chiunque, al fine di evadere le imposte sui redditi o sul valore aggiunto, indica in una delle dichiarazioni relative a dette imposte elementi passivi fittizi. La pena prevista è la reclusione da quattro a otto anni.

Articolo 2 D.Lgs. 74/2000

L’articolo 2 del D.Lgs. 74/2000 definisce il reato di dichiarazione fraudolenta mediante utilizzo di fatture per operazioni inesistenti. La norma punisce chiunque, al fine di evadere le imposte sui redditi o sul valore aggiunto, indica in una delle dichiarazioni relative a dette imposte:

  • Elementi passivi fittizi: Si tratta di costi o spese non realmente sostenute, create fittiziamente al fine di ridurre il reddito imponibile e l’importo delle imposte da versare.
  • Fatture per operazioni inesistenti: Sono fatture emesse per operazioni mai avvenute, con lo scopo di creare un’apparente giustificazione per i costi o le spese fittizie.

La sentenza della Cassazione Penale, Sez. III, 18 luglio 2023 (ud. 16 maggio 2023), n. 31017 affronta due questioni principali in materia di responsabilità degli amministratori senza delega.

1. Fittizietà soggettiva delle fatture:

a) Indizi

La Corte conferma la conclusione della sentenza impugnata che ritiene le fatture in contestazione soggettivamente false. La Corte evidenzia una serie di indizi a sostegno di questa conclusione, tra cui:

  • Discordanza tra fatture e documenti di accompagnamento semplificati (D.A.S.)
  • Mancanza di produzione dei titoli di pagamento
  • Mancanza di un deposito di carburanti e di codici accisa da parte della società emittente
  • Elevato importo delle fatture

b) Prova

La Corte precisa che la prova della fittizietà soggettiva delle fatture può essere desunta anche da indizi, purché gravi, precisi e concordanti, secondo la disciplina generale di cui all’art. 192, comma 2, cod. proc. pen.

c) Onere della prova

La Corte ribadisce che, se l’accusa ha assolto l’onere della prova, anche sulla base di presunzioni e di massime di esperienza, l’imputato è gravato dell’onere di fornire allegazioni a sostegno della tesi difensiva.

2. Responsabilità degli amministratori senza delega

a) Contesto

La Cassazione annulla la sentenza impugnata in merito alla responsabilità degli amministratori senza delega. La Corte ritiene che la sentenza non abbia adeguatamente motivato la conoscenza da parte degli imputati della fittizietà delle fatture.

Cosa significa amministratore senza delega?

La delega di funzioni è un atto con cui un soggetto (delegante) conferisce ad un altro soggetto (delegato) il potere di esercitare, in sua vece, determinati compiti e funzioni. In materia di reati tributari, la delega di funzioni può assumere rilevanza ai fini della responsabilità degli amministratori.

La sentenza in esame

b) Principi

La Corte richiama un precedente specifico (Sez. 3, n. 30689 del 04/05/2021) in materia di reati tributari, affermando che:

  • Nel caso di delitto deliberato e direttamente realizzato da altri amministratori, gli amministratori senza delega rispondono a titolo di concorso per omesso impedimento dell’evento.
  • La responsabilità sussiste solo in caso di:
    • Violazione dolosa dello specifico obbligo di vigilanza e di controllo
    • Conoscenza dei fatti pregiudizievoli o “segnali di allarme”
    • Volontà di non attivarsi per scongiurare l’evento illecito

c) Applicazione al caso di specie:

La Corte rileva che la sentenza impugnata ha affermato la responsabilità degli imputati basandosi unicamente sulla carica ricoperta, senza considerare:

  • Attribuzione di poteri disgiunti ai tre amministratori
  • Sottoscrizione della dichiarazione da parte di un solo amministratore
  • Assenza di precisi elementi indicativi della consapevolezza degli imputati

d) Conclusioni:

La Corte annulla la sentenza impugnata e dispone un nuovo giudizio che dovrà accertare:

  • Se gli imputati erano a conoscenza della fittizietà delle fatture
  • Se non si sono attivati per impedirne l’utilizzo

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