Abusi sui minori: i segnali

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Abusi sui minori: quali segnali fanno scattare l’allarme?

La responsabilità degli adulti nei confronti dei minori: violenza fisica e psicologica possono comprometterne la crescita e lo sviluppo

Il 4 giugno è la Giornata Internazionale dei bambini innocenti vittime di aggressioni: “La violenza è una lezione indimenticabile che nessun bambino ha bisogno di imparare” (Henrietta Fore, Direttore generale dell’UNICEF)

Troppo spesso i bambini sono vittime invisibili di violenza, incapaci di chiedere aiuto e di denunciare le vessazioni.

Gli abusi possono assumere diverse forme, colpendo aspetti differenti sia dal punto di vista fisico che da quello psicologico.

Le conseguenze sono purtroppo drammatiche potendo riguardare la salute mentale e le capacità di apprendimento e socializzazione. Con il termine “abuso minorile” si indica qualsiasi comportamento posto in essere nei confronti di minorenni in maniera più o meno volontaria, potenzialmente idoneo a causare un danno alla vittima.

Secondo l’Organizzazione Mondiale per la Sanità “si tratta di pregiudizi per che riguardano la sopravvivenza, lo sviluppo o la dignità nell’ambito di una relazione caratterizzata da responsabilità, fiducia o potere”.

Abuso è dunque tutto ciò che impedisce la crescita armonica del minore, travolgendone i bisogni ed alternando i suoi aspetti fisici e psichici.

È quindi possibile identificare in questo modo maltrattamenti di tipo:

  • fisico;
  • sessuale;
  • psicologico e/o emotivo;
  • omissioni, come l’assenza di cure o la mancata presenza durante gli anni della crescita.

Ancora oggi, la violenza contro i bambini e gli adolescenti viene minimizzata o, peggio ancora, considerata in secondo piano.

Come se fosse un aspetto quasi inevitabile, portando le giovani vittime a credere che ciò che stanno subendo sia “normale”.

Famiglia e scuola: quando l’ambiente circostante non protegge il minore

I casi di cronaca che destano maggior scalpore sono quelli che riguardano episodi eclatanti, diversi dal contesto quotidiano.

Eppure, il maggior numero di abusi nei confronti dei bambini avvengono in famiglia o a scuola.

Luoghi che dovrebbero garantire la crescita sicura e protetta si possono trasformare in incubi all’insegna di violenza ed aggressioni.

Nel mondo sono oltre 300 milioni i bambini di età compresa tra i 2 ed i 4 anni che subiscono regolarmente violenze dai propri familiari/tutori (circa 3 su 4).

Le punizioni corporali violente sono ritenute da oltre un miliardo di genitori come strumento necessario ed imprescindibile per crescere ed educare i propri figli.

Ogni giorno nel nostro Paese milioni di bambini frequentano le strutture scolastiche, dove troppo spesso, a causa della mancanza di sorveglianza, subiscono maltrattamenti e vessazioni da parte di giovani coetanei o adulti.

Bullismo, violenza fisica e morale, perpetrata attraverso comportamenti offensivi volti a deriderne le capacità, sono solo alcuni degli reati che un minore può subire in ambito scolastico.

In Italia oltre il 37% degli studenti di età compresa fra i 13 ed i 15 anni ha riferito di essere stato vittima di bullismo a scuola almeno una volta negli ultimi due mesi e/o di essere stato coinvolto in scontri fisici almeno una volta nell’ultimo anno.

La diffusione del web ha portato alla nascita di nuove forme di abusi nei confronti di bambini ed adolescenti, quali il cyber-bullismo o l’adescamento da parte di maggiorenni senza alcuno scrupolo.

Quali sono le tipologie di maltrattamento?

Ogni minore può essere vittima di abusi e molteplici sono le forme:

  • Trascuratezza materiale o affettiva
  • Maltrattamento fisico o psicologico
  • Violenza assistita o violenza sessuale
  • Bullismo e cyberbullismo

I professionisti dello Studio Legale AMP sono da anni impegnati ad offrire la loro consulenza a favore delle vittime di abusi e maltrattamenti, consapevoli del fatto che una adeguata tutela dei diritti passa necessariamente dalla piena comprensione di tutti gli aspetti di questa delicata materia.

Quali sono le forme di prevenzione?

Il primo passo è prevenire il verificarsi della violenza contro i minorenni, attraverso l’educazione domestica e scolastica fin dall’infanzia/adolescenza.

Quando ci si trova di fronte a potenziali episodi di violenza, abusi e maltrattamenti è necessario intervenire in prima persona oppure rivolgendosi alle forze di polizia.

Infine, è fondamentale fornire assistenza e sostegno alle vittime: girarsi dall’altra parte ed ignorare il problema non determinerà alcun miglioramento.

Avv. Marco Maccaferri

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