ANAC e whistleblowing: linee guida

Tabella dei Contenuti

Linee guida ANAC sul whistleblowing: istruzioni operative per i privati

Le Linee guida ANAC sul whistleblowing, approvate con Delibera n. 311/2023, forniscono indicazioni per la presentazione e la gestione delle segnalazioni esterne da parte dei privati.

Ambito soggettivo di applicazione:

Le Linee guida si applicano a tutti i privati, indipendentemente dalla forma giuridica e dal settore di attività, che hanno impiegato, nell’ultimo anno, una media di lavoratori subordinati superiori a 249.

In aggiunta, sono tenuti a conformarsi alle Linee guida anche i privati che hanno adottato un Modello di Gestione, Organizzazione e Controllo (MOGC) ai sensi del D. Lgs. 231/2001.

Oggetto delle segnalazioni whistleblowing

Le segnalazioni possono riguardare violazioni di disposizioni normative nazionali o dell’Unione europea, ad esempio atti od omissioni che ledono gli interessi finanziari dell’Unione europea o riguardanti il mercato interno.

Le Linee guida prevedono che le segnalazioni possano riguardare anche le seguenti ipotesi:

  • Violazioni del diritto dell’Unione europea o delle disposizioni della normativa nazionale di recepimento, anche se non sono state ancora adottate sanzioni amministrative o penali.
  • Violazioni di disposizioni normative nazionali o dell’Unione europea che, sebbene non abbiano un impatto diretto sul pubblico interesse, possano comunque arrecare un danno significativo agli enti privati o ai loro dipendenti.

Persone che godono delle tutele previste dalla normativa

Le tutele previste dalla normativa in materia di whistleblowing si applicano anche ai facilitatori, ovvero a soggetti che hanno un rapporto qualificato con il segnalante, come parenti, conviventi o colleghi. Le tutele si applicano anche ai facilitatori che non hanno presentato personalmente la segnalazione.

Canali di segnalazione stabiliti dall’ANAC

Le Linee guida prevedono tre canali di segnalazione:

  • Canale interno: è il canale preferenziale, e deve essere gestito da un soggetto o da un ufficio appositamente formato. Il canale interno deve essere accessibile a tutti i dipendenti, anche in forma anonima.
  • Canale esterno: può essere utilizzato in caso di inesistenza, inefficienza o non conformità del canale interno, oppure se il segnalante ritiene che la segnalazione interna non sarebbe efficace o che a questa potrebbero conseguire ritorsioni. Il canale esterno è gestito da ANAC o da altri soggetti esterni, come ad esempio associazioni di categoria o organizzazioni non governative.
  • Divulgazione pubblica: può essere utilizzata in caso di pericolo imminente o palese per il pubblico interesse. La divulgazione pubblica può essere effettuata solo attraverso i mezzi di informazione, e deve essere accompagnata da una dichiarazione che attesti la fondatezza della segnalazione.

Termini di gestione delle segnalazioni

Gli enti privati sono tenuti a rilasciare al segnalante un avviso di ricevimento della segnalazione entro sette giorni dalla data di ricezione e di rendere un riscontro entro tre mesi dall’avviso di ricevimento. Il riscontro deve indicare le iniziative adottate dall’ente in relazione alla segnalazione.

Ritorsioni

Le Linee guida prevedono tutele per i segnalanti che subiscano ritorsioni a causa della segnalazione.

In particolare, è prevista l’inversione dell’onere probatorio a carico dell’ente. In altre parole, è l’ente che deve dimostrare che le ritorsioni non sono state causate dalla segnalazione.

Le Linee guida ANAC rappresentano un importante strumento per la tutela dei segnalanti privati. Esse forniscono indicazioni chiare e concise sulle modalità di presentazione e gestione delle segnalazioni, nonché sulle tutele previste per i segnalanti.

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