Reato di simulazione di reato: assolto. Il Giudice riconosce l’insussistenza del fatto
Il Giudice presso il Tribunale di Milano, in composizione monocratica, ha emesso una sentenza di assoluzione con formula piena nei confronti di un Assistito dell’Avv. Fabio Ambrosio dello Studio Legale AMP, “perché il fatto non sussiste”. Simulazione di reato: assolto
L’imputato era accusato del delitto di simulazione di reato (art. 367 c.p.) per aver denunciato un incidente stradale come sinistro causato da un veicolo pirata.
Secondo l’ipotesi accusatoria, invece, si sarebbe trattato di un sinistro autonomo da lui stesso provocato.
L’accusa si fondava su elementi desunti da filmati delle telecamere di sorveglianza e dalle annotazioni della Polizia Locale di Milano.
Le accuse e l’avvio del procedimento per simulazione di reato
Secondo l’imputazione, l’Assistito avrebbe denunciato ai Carabinieri di essere stato urtato da un’auto di grossa cilindrata che si era data alla fuga, causando la caduta del suo scooter e la collisione con due vetture in sosta.
Tuttavia, gli accertamenti video effettuati dagli agenti sembravano contraddire questa versione, facendo ipotizzare che si trattasse di una ricostruzione artefatta dei fatti, con lo scopo di evitare responsabilità.

In base a ciò, l’Assistito era stato citato a giudizio per il reato di cui all’art. 367 c.p. che prevede una pena detentiva da 1 a 3 anni.
La difesa e la svolta processuale per la contestazione di simulazione di reato
La strategia processuale si è, però, articolata in due fasi ed in due distinti giudizi.
Infatti, il difensore aveva suggerito all’Assistito di promuovere ricorso dinanzi al Giudice di Pace per le violazioni di natura amministrativa contestate, relative alle sanzioni previste dal Codice della strada.
Nel corso del processo dinanzi al Giudice penale, invece, la difesa aveva dapprima richiesto l’ammissione alla messa alla prova, valutata positivamente dal Tribunale.
Successivamente, però, grazie ad una ricostruzione difensiva dettagliata, supportata anche dalla emissione di due sentenze favorevoli emesse dal Giudice di Pace, con contestuale annullamento dei verbali emessi dalla Polizia Locale, il difensore è stato in grado di dimostrare che:
- le sanzioni elevate per presunte violazioni del Codice della Strada non erano fondate e sono, quindi, state annullate dal Giudice di Pace;
- il comportamento dell’imputato era stato coerente e collaborativo, avendo egli denunciato l’accaduto e segnalato i danni provocati;
- i filmati video non riprendevano l’esatto momento dell’impatto e non escludevano in modo certo la versione fornita dall’imputato.
La decisione del Giudice: assolto perchè il fatto non sussiste
Alla luce degli elementi prodotti, il Giudice ha pronunciato sentenza di assoluzione, affermando come non vi fosse la prova sufficiente della falsità della denuncia.
Il Giudice ha sottolineato come le decisioni assunte dal Giudice di Pace abbiano fornito una ulteriore prova favorevole dell’innocenza dell’Assistito il quale ha segnalato con trasparenza l’accaduto.
La strategia difensiva dello Studio Legale AMP
Questa sentenza rappresenta un’importante affermazione del principio secondo cui il processo penale deve fondarsi su prove solide e non su mere presunzioni.
La strategia adottata dallo Studio Legale AMP, imperniata sulla ricostruzione concreta e puntuale dei fatti e sull’evidenza documentale, ha permesso di smontare integralmente l’impianto accusatorio, tutelando i diritti del proprio assistito.



