Arresto rapina aggravata: assolti

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Arrestati per rapina aggravata: sentenza di non luogo a procedere per non aver commesso il fatto

Lo Studio Legale AMP ha ottenuto per tre suoi assistiti, innanzi al Gip presso il Tribunale di Milano, una sentenza di non luogo a procedere “per non aver commesso il fatto” e per “particolare tenuità del fatto”, oltre che “per intervenuta remissione di querela”. Arresto rapina aggravata: assolti

Il capo di imputazione di rapina aggravata.

Nel procedimento penale l’accusa era:

…del delitto previsto e punito dagli artt. 110, 628 c.p. comma 1 e 3 perché in concorso tra loro, alcuni a bordo di una Mercedes e altri a bordo di una Audi percorrendo corso Buenos Aires si fermavano all’altezza di una fermata ATM dove sostava una coppia, alcuni di loro scendevano dall’autovettura e cominciavano a malmenare con calci e pugni in pieno volto il quale cadeva a terra, al fine di asportargli un telefono cellulare Iphone XS Max di colore oro che veniva rinvenuto in una delle due autovetture.
Con la circostanza aggravante di aver agito in più persone riunite.
Con la recidiva specifica infraquinquennale e reiterata
”.

Le pene per questo grave reato sono molto severe, fino a venti anni di reclusione, pena che avrebbe potuto essere anche irrogata, in considerazione del fatto che vi erano diverse aggravanti contestate e fosse contestata anche la recidiva ad alcuni di loro.

L’arresto in flagranza di reato per la rapina aggravata

Inizialmente, i nostri assistiti erano stati tratti in arresto in flagranza di reato.

Dell’episodio di rapina ne avevano parlato anche diverse testate giornalistiche, essendo avvenuto in pieno centro a Milano.

La scarcerazione per il reato di rapina aggravata

Successivamente, grazie all’intervento dei nostri professionisti in sede di interrogatorio di convalida, volto a chiarire immediatamente alcuni aspetti rilevanti della vicenda, i nostri assistiti sono stati scarcerati e sottoposti alla sola misura dell’obbligo di firma.

A questo punto, prima dell’udienza preliminare, gli avvocati del nostro Studio Legale hanno formulato una congrua ed adeguata offerta di risarcimento del danno nei confronti delle persone offese, volta altresì ad ottenere, alla luce di quanto effettivamente accaduto e della dinamica dei fatti come descritti anche dai testimoni, una riqualificazione del fatto.

La riqualificazione del reato di rapina aggravata

Il lavoro svolto dai nostri professionisti portava quindi già ad un ulteriore risultato, perché il reato che poi sarebbe stato contestato in sede di udienza preliminare non sarà più quello di rapina aggravata, ma:

a) “…delitto previsto e punito dagli artt.110, 624 c.p. perché in concorso tra loro, alcuni a bordo di una Mercedes e altri a bordo di una Audi percorrendo corso Buenos Aires si fermavano all’altezza di una fermata ATM dove sostava una coppia, alcuni di loro scendevano dalle rispettive autovetture, in particolare Tizio e Caio, e cominciavano a malmenare Sempronio con calci e pugni in pieno volto il quale cadeva a terra, al fine di asportargli un telefono cellulare Iphone XS Max di colore oro, materialmente preso da Mevio che veniva rinvenuto occultato sotto il divanetto posteriore lato destro all’interno dell’autovettura Mercedes noleggiata da Tizietto e condotta dallo stesso.
Con la circostanza aggravante di aver agito in più persone riunite.
Con la recidiva specifica infraquinquennale e reiterata
”.

b) “…reato p.e p. dagli artt. 110 582, art. 61 comma 1 nr. 5 c.p., poiché in concorso tra loro, qualcuno materialmente altri in concorso morale, nelle circostanze di tempo e di luogo meglio descritte al capo a), colpendo con calci e pugni Sempronio gli causavano lesioni personali consistite in “trauma cranico-facciale – aggressione”, malattia giudicata guaribile in giorni 15”.

Nella sostanza, venivano contestati quindi i reati di furto, e non più rapina, nonché lesioni aggravate.

Questo è un passaggio importantissimo della vicenda, perché le pene previste per i reati contestati dopo la riqualificazione erano molto meno severe, solo fino a tre anni di reclusione.

Inoltre il furto era attribuito ad uno solo dei soggetti imputati, e questo sgombrava il campo anche dai dubbi sull’intervento degli altri nella dinamica dei fatti.

La strategia difensiva: assolti

La strategia difensiva dello Studio è stata quindi, da subito, quella di dimostrare come non sussistessero, nel caso di specie, nessuno degli elementi dei fatti contestati, lavorando già nella fase delle indagini.

Ed infatti, è stato sostenuto dai legali dello Studio legale AMP, che:

  • non sussisteva alcuna sottrazione violenta del telefono cellulare durante la colluttazione, ma lo stesso era verosimilmente caduto dalla tasca dell’aggredito;
  • non vi era alcuna volontà di sottrarre alcun bene alla p.o., perché l’aggressione era stata motivata da un alterco intervenuto tra le parti alcuni giorni prima;
  • per il delitto di furto vi era stata una remissione di querela a seguito di risarcimento del danno alle due p.o.;
  • per il delitto di lesioni, potevano considerarsi sussistenti le condizioni per l’applicazione dell’art. 131 bis, ovvero sia la “particolare tenuità del fatto”;
  • la reazione degli imputati appariva estemporanea ed occasionale, non essendo nessuno di loro qualificabile come delinquente abituale.

Gli avvocati dello Studio quindi hanno analizzato tutte le prove raccolte dall’Accusa, evidenziando tutti gli elementi che sorreggevano la loro tesi difensiva e di contro rivelavano la insussistenza dell’impianto accusatorio a carico dei tre imputati.

La sentenza: assolti

Gli assistiti sono stati prosciolti già in udienza preliminare, non dovendo sobbarcarsi così il peso emotivo di un processo penale.

E’ questo un risultato importantissimo, che va valutato anche alla luce del fatto che i nostri assistiti, dopo essere stati vittime di una gogna mediatica molto stringente, hanno visto fortunatamente ridimensionata la gravità dei fatti e sono riusciti, grazie alla competenza dei professionisti dello studio AMP, a non riportare gravi conseguenze che avrebbero inciso sicuramente sul loro futuro, essendo tutti molto giovani, e restando, di fatto, incensurati.

Lo Studio Legale AMP, grazie alla comprovata esperienza dei suoi avvocati, altamente specializzati nelle tematiche riguardanti la difesa in materia di reati contro il patrimonio e contro la persona, è riuscito così ad ottenere una sentenza di non luogo a procedere nonostante l’arresto ed i gravi fatti inizialmente contestati.

Se avete un problema di questo tipo potete contattarci: cercheremo di risolverlo insieme, preparando la miglior difesa possibile.

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