Omicidio stradale: quali conseguenze?

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Omicidio stradale: la legge, la pena e il patteggiamento

Quali sono le conseguenze in tema di omicidio stradale per la legge?

Il Codice Penale, con l’articolo 589 bis, punisce chiunque causi per colpa la morte di una persona violando le norme sulla circolazione stradale. Quali sono le conseguenze dell’omicidio stradale?

La pena è la reclusione da 2 a 7 anni.

In caso di ipotesi aggravate, come la guida sotto l’effetto di sostanze stupefacenti o in stato di alterazione alcolica, l’eccesso di velocità, il sorpasso non consentito e la circolazione contromano, la pena può essere aumentata fino a 12 anni.

L’articolo 589 bis c.p. disciplina anche ulteriori ipotesi aggravate, come il superamento di un’intersezione con semaforo disposto al rosso e la guida senza patente valida o senza assicurazione obbligatoria.

Quali sono le pene per l’omicidio stradale?

Come detto, chi causa la morte di una persona, violando le norme sulla circolazione stradale, subirà una pena di reclusione da 2 a 7 anni.

Nelle ipotesi aggravate, come la guida in stato di ebbrezza con tasso alcolemico superiore a 1,5 g/l o sotto l’effetto di sostanze stupefacenti, la pena può essere aumentata fino a 12 anni.

Nel caso di guida in stato di ebbrezza con tasso alcolemico compreso tra 0,8 g/l e 1,5 g/l per trasportatori professionali, la pena può essere compresa tra 5 e 10 anni.

Per saperne di più, leggi il nostro precedente articolo.

Ulteriori ipotesi aggravate possono comportare un aumento di pena.

Ad esempio, l’eccesso di velocità, l’attraversamento di un’intersezione con semaforo rosso, l’inversione del senso di marcia non consentita e il sorpasso di altri mezzi.

Inoltre, ulteriore aumento è previsto se il conducente non è munito di patente di guida o la medesima è sospesa o revocata ed infine se il veicolo sia sprovvisto di assicurazione obbligatoria.

Cosa succede in caso di omissione di soccorso? Leggi il nostro articolo precedente.

Attenuanti speciali

Secondo il comma 7 dell’articolo 589 bis c.p., la pena può essere ridotta fino alla metà quando l’evento non è esclusivamente causato dall’azione o omissione del colpevole.

In caso di incidente stradale, anche nelle ipotesi aggravate, se risultino altri elementi, fattori o condotte che hanno contribuito all’evento, la pena può essere diminuita.

La Corte di Cassazione ha confermato ciò con la sentenza n. 24910 del 27 maggio 2021.

Questa attenuante si applica quando sia stata accertata la presenza di qualsiasi causa esterna, anche non causata da condotta umana, al di fuori dei casi di forza maggiore o eventi imprevedibili.

Conseguenze: patteggiamento e pena amministrativa

L’art. 222 del Codice della Strada stabilisce che, in caso di danni alle persone, il giudice applica le sanzioni amministrative accessorie della sospensione o della revoca della patente di guida.

In particolare, in caso di omicidio stradale, la sospensione della patente può essere fino a quattro anni.

Tuttavia, per il reato previsto dall’articolo 589 bis c.p., a seguito di una sentenza di condanna o di patteggiamento (art. 444 c.p.), la revoca della patente di guida è prevista anche se sia stata concessa la sospensione condizionale della pena.

Inoltre, scegliendo questo rito alternativo la sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente fino a quattro anni può essere ridotta fino a un terzo.

Scegliere il rito il patteggiamento può in alcuni casi essere vantaggioso.

In generale, comporta una diminuzione fino ad un terzo della pena finale, che non può essere superiore a cinque anni di reclusione.

Inoltre, è preferibile quando non ci siano alte probabilità di ottenere una sentenza di assoluzione, pertanto la scelta del rito ordinario potrebbe risultare rischiosa.

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