Benny Green: truffa hot?

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Gira un film porno in stato di malattia al lavoro: è truffa aggravata?

Sta ricevendo una forte eco la vicenda della bancaria siracusana che, dopo anni trascorsi a lavorare in banca, si è dedicata al porno col nome d’arte di “Benny Green”

Proprio la Banca in cui lavorava le ha inviato dapprima una lettera di ammonimento, e poi l’avrebbe licenziata per giusta causa.

La condotta tenuta da Benny Green potrebbe integrare il reato di truffa?

Le motivazioni del licenziamento di Benny Green

Alla donna è stata contestata l’assenza ingiustificata dal lavoro, lo svolgimento di diversa attività lavorativa durante la malattia e lo svolgimento di ulteriore attività professionale (pornoattrice) diversa da quella bancaria.

L’impiegata, da tutti ormai conosciuta come “Benny Green”, avrebbe contestato il provvedimento ritenendo che il vero motivo del licenziamento fosse l’immoralità delle sue condotte.

La falsa malattia può integrare il reato di truffa?

Senza voler entrare nel merito della legittimità del licenziamento (di competenza del Giudice del lavoro) nel presente articolo risponderemo ai numerosi quesiti rispetto alla rilevanza penale di un simile comportamento.

Per la Cassazione, l’indebito conseguimento dell’indennità di malattia da parte del lavoratore, che in realtà lavora in stato di malattia, configura il reato di truffa aggravata ai danni dell’I.N.P.S. ai sensi dell’art. 640 comma 2 n. 1 c.p. (Cass. Pen., sentenza n. 47286/2018).

Lartificiosa alterazione della realtà (condizione patologica tale da impedire la prestazione del lavoro, mentre in realtà si svolge altra attività lavorativa) integra una truffa.

Infatti, la patologia sofferta non impedisce l’attività lavorativa, come falsamente rappresentato, ed costituisce gli artifici e raggiri idonei ad indurre in errore l’I.N.P.S. sull’ammontare della somma per indennità di malattia.

La truffa aggravata, disciplina e trattamento sanzionatorio

La truffa aggravata è disciplinata dall’art. 640 comma 2 c.p., il quale prevede “Chiunque, con artifici o raggiri, inducendo taluno in errore, procura a sé o ad altri un ingiusto profitto con altrui danno, è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni […]”.

La pena aumenta da uno a cinque anni, e pertanto la truffa viene definita aggravata, se il fatto è commesso:

  1. in danno dello Stato o di altro ente pubblico o Unione europea […];
  2. se è commesso causando nella persona offesa un pericolo immaginario o l’erroneo convincimento di dovere eseguire un ordine dell’Autorità;
  3. se il fatto è commesso profittando di circostanze di tempo, luogo o persona, anche in merito all’età, tali da ostacolarne la difesa.

Insomma, come è di agevole intuizione, assentarsi dal posto di lavoro in stato di malattia per esercitare altra attività lavorativa può integrare il reato di truffa aggravata ai danni dello Stato.

Gli artifici e raggiri, se le contestazioni mosse alla bancaria dovessero essere fondate, sono idonei ad indurre in errore l’I.N.P.S. circa la somma erogata a titolo di malattia e potranno causare all’astro nascente del porno italiano “Benny Green” problemi di natura penale.

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Avv. Fabio Ambrosio, Dott.ssa Giulia Danesi

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